Giovedì 20 febbraio si è tenuto, nell’aula Pininfarina all’Eur, il convegno “Il cammino verso una nuova era per l’energia nucleare”.
Al convegno, sotto la regia di Aurelio Regina, Delegato del Presidente per l’Energia, Confindustria, hanno partecipato il Ministro Gilberto Pichetto Fratin e il Direttore Esecutivo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Fatih Birol. Sono poi intervenuti in una tavola rotonda, sotto la regia del Direttore Generale Enea, Giorgio Graditi: Gian Luca Artizzu, Amministratore Delegato Sogin; Ruggero Corrias, Chief Government, International Relations and Communications Officer Newcleo; Francesca Ferrazza, Head of Magnetic Fusion Iniziatives, Eni; Antonio Gozzi, Presidente Federacciai; Carlo De Luliis, Vicepresidente Assocarta; Nicola Monti, Amministratore Delegato Edison; Nicola Rossi, Head of Innovation Enel.
Il Presidente di R-Invest Foresto Guarducci, affiancato dal dott. Maurizio Magni, ha assistito allo svolgimento del convegno e si ritiene di poter trarne le indicazioni che di seguito vengono riportate, in buona parte anche tratte dagli articoli riprodotti nella Rassegna Stampa di Confindustria.
L’energia nucleare è la strada indicata dagli industriali, oltre che dal governo italiano per sostenere il fabbisogno energetico nazionale. Secondo Aurelio Regina, delegato del presidente di Confindustria per l’Energia, “se vogliamo mantenere la nostra vocazione industriale e, al contempo, procedere nella transizione energetica, l’energia nucleare è un’opzione ineludibile”.
Secondo gli industriali, in questo modo, si potrebbe “dare risposta al trilemma energetico: decarbonizzazione; competitività dei costi; sicurezza degli approvvigionamenti. Con la bozza di disegno di legge, il Governo ha una opportunità unica di fornire la visione e le politiche, gli incentivi e le finanze necessarie per far progredire il settore nucleare” ha proseguito Regina, intervenendo all’incontro organizzato da Confindustria a Roma per ripresentare alcuni dati del report dell’Agenzia internazionale dell’energia-Aie (Iea) “Il percorso verso una nuova era per l’energia nucleare”.
Sul nucleare “il mio dovere, del governo interno e del Parlamento è mettere questo Paese nelle condizioni tra due, tre, quattro anni di scegliere” ha spiegato il ministro alla Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. “Il disegno di legge delega è a Palazzo Chigi, sono state fatte alcune piccole modifiche e quando faremo un Consiglio dei ministri che va anche oltre la contingenza attuale potremo inserirlo -h aggiunto-. Mi auguro che il Parlamento riesca, senza comprimere il dibattito nel modo più assoluto, ad approvare la delega entro l’autunno”.
Stando all’Aie (Iea), in uno scenario di rapida crescita per il nucleare, gli investimenti annuali dovrebbero raddoppiare a 120 miliardi di dollari già entro il 2030. E parlando degli Small modular reactor (Smr) una “tipologia di centrali nucleari di taglia minore, più veloci da costruire con maggiori margini di riduzione dei costi -ha spiegato Faith Birol, direttore esecutivo della Aie (Iea)-, stanno attirando un interesse crescente del settore privato” e potrebbero “richiedere costi di finanziamento inferiori”. Con il giusto supporto, ha aggiunto Birol, le installazioni di Smr potrebbero raggiungere 80 Gw entro il 2040, rappresentando il 10% della capacità nucleare globale complessiva.
E’ stato anche evidenziato il progresso della tecnologia riguardante gli impianti di quarta generazione raffreddati a piombo, con la sperimentazione che si sta facendo al Brasimone, dove prossimamente sarà riattivata la centrale, sia pure in fase sperimentale.
La dottoressa Francesca Ferrazza, intervenendo anche sul processo di fusione, rispetto al processo di scissione più ampiamente trattato, ha annunciato che da parte di Eni, che partecipa al progetto basato negli Stati Uniti per la realizzazione di un impianto sperimentale da fusione, si pensa che si possa avvicinare il traguardo di industrializzazione di tale processo, previsto per il 2050, addirittura entro gli anni trenta.
Se non vogliamo rimanere indietro rispetto agli altri Paesi Ue ed extra-Ue dobbiamo muoverci rapidamente, per mantenere aggiornate le competenze esistenti e sviluppare adeguatamente le infrastrutture abilitanti ad accogliere queste nuove soluzioni come gli Smr.
Agli investimenti e alle nuove tecnologie si unisce la necessità di creare consenso su questa nuova politica energetica che offra rassicurazioni in termini di sicurezza energetica a cittadini e imprese: “Bisogna sensibilizzare le generazioni più anziane che hanno una preclusione atavica verso il nucleare” ha affermano Ruggero Corrias, di Newcleo, start up italiana che sta tentando di realizzare il primo reattore al piombo. Non solo Corrias, ma tutti gli intervenuti hanno anche evidenziato la necessità di creare una nuova cultura nella popolazione giovanile, attraverso una maggiore divulgazione scientifica nelle scuole e nei vari consessi culturali, anche virtuali, frequentati dai giovani.
Ha allargato, poi, il discorso l’amministratore delegato di Sogin, Gian Luca Artizzu soffermandosi sul tema delle scorie che “viene utilizzato ancora come argomento contro il nucleare tout court, ma un impianto in funzione produce una quantità minima di rifiuti rispetto a quanto produce come quota di energia elettrica”.
Quanto sopra è stato confermato e meglio precisato da Ruggero Corrias, il quale ha anche evidenziato la maggiore sicurezza degli impianti di quarta generazione e la possibilità di riutilizzo delle scorie fino a rendere, in termini di volume, ricompattabili in un metro cubo le scorie residue per la produzione di un’energia totale per una città come Roma, in un periodo temporale di 100 anni.
Quanto alle rinnovabili, interpretando la relazione del Direttore Esecutivo dell’Aie (Iea) Fatih Birol, se ne deduce che non sia da escluderne l’utilizzo, anzi Birol ne ha evidenziato un’implementazione. Ma è del tutto evidente, secondo noi, che esse vanno complementarizzate sia per motivi atmosferici, sia per motivi di impatto ambientale. Non è escluso che il gas, e specialmente il GNL (Gas Naturale Liquefatto), possa e debba costituire un elemento di transizione, escludendo il carbone.




